Comprendere ed interpretare i dati delle previsioni meteo

Le previsioni meteo e l’uomo

Scrutare il cielo o analizzare i dati?

L’uomo, sin dall’antichità, ha cercato di prevedere il tempo per organizzare l’attività agricola o viaggi in mare o via terra. Scrutando i colori del cielo, percependo l’umidità dell’aria o comprendendo l’origine del vento, i contadini e i marinai dei tempi passati prevedevano il tempo per le ore successive, solo ed esclusivamente con l’osservazione.

A partire dal 1500, le osservazioni iniziarono ad essere affiancate dai primi strumenti meteorologici, quali l’anemometro per la misura del vento, l’igrometro per la valutazione dell’umidità dell’aria, il pluviometro per misurare la quantità di pioggia caduta, il termometro per la determinazione della temperatura dell’aria e il barometro per la misura della pressione. Tutti questi strumenti permisero, nel 1650, di dare vita alla prima stazione di osservazione meteorologica, proprio in Toscana, culla del Rinascimento italiano.

Da quella data, la scienza e la tecnica hanno migliorato le diverse strumentazioni e, grazie all’aiuto della statistica e di modelli matematici, le previsioni meteo sono diventate sempre più accurate e precise.

meteo-uragano
Metodi e strumenti tecnologici per le previsioni meteo

Quando si parla di previsioni meteo si deve fare una differenza tra le previsioni e breve, medio e lungo termine: questa differenza non viene effettuata sulla modalità di raccolta dati, ma soprattutto sulla loro interpretazione, ossia sui modelli matematici utilizzati per definire la previsione.

Per quanto riguarda invece la tecnologia, le strumentazioni ‘storiche’ come barometro, anemometro, pluviometro e termometro sono ancora alla base delle previsioni. Tuttavia i moderni strumenti hanno una sensibilità molto più elevata e vengono utilizzati non solo al suolo nelle stazioni meteorologiche, ma anche e soprattutto su sonde e satelliti, per rilevare al meglio le condizioni dell’atmosfera alle differenti altezze.

L’elevata precisione moderna delle previsioni meteo è data dalle oltre 10mila stazioni meteorologiche, distribuite su tutta la terra, che misurano in maniera continua i diversi parametri, quali temperatura, pressione ed umidità dell’aria, vento, quantità di pioggia o neve. Tutti i dati delle stazioni vengono poi integrati con quelli di palloni sonda, radar e satelliti, a seconda che si vogliano ottenere previsioni a piccola o larga scala.

I modelli matematici per le previsioni

L’elevata quantità dei dati raccolti dai moderni strumenti delle stazioni meteo permette di avere moltissime informazioni per l’elaborazione di modelli previsionali. Tutti gli strumenti tecnologici utilizzati per le previsioni sono fondamentali per valutare eventuali rischi meteorologici, quali caldo intenso, piovosità elevata, tempeste, venti forti, se non addirittura uragani e cicloni, soprattutto nelle zone tropicali.

Tali modelli, tuttavia, non sono sempre di semplice applicazione, data la natura caotica dei fenomeni atmosferici, che dà vita a parametri non sempre in correlazione diretta tra di loro. Tutti i modelli matematici permettono un’ottima valutazione delle previsioni meteo a breve termine, mentre diventano meno accurati nel lungo termine.

A seconda delle situazioni, delle località e della precisione richiesta per le previsioni meteo, è preferibile utilizzare modelli previsionali piuttosto che altri, o scegliere dati raccolti dalle stazioni in situ o dai satelliti.

 

 

Potrebbero interessarti anche...