LA STORIA DELLUFFICIO CENTRALE
DI ECOLOGIA AGRARIA
ATTRAVERSO GLI ATTI NORMATIVI CHE LO HANNO REGOLATO
Antonio Brunetti - UCEA
Dalla Gazzetta Ufficiale del Regno
del 31 dicembre 1876, n. 304:
VITTORIO
EMANUELE II PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ' DELLA NAZIONE RE D'ITALIA
Considerando che le osservazioni
e le pubblicazioni attinenti alla meteorologia si eseguiscono nellintendimento
di concorrere al progresso della scienza e di giovare specialmente allagricoltura,
allindustria, alla navigazione ed agli studi idrografici e demografici;
Considerando che le dette osservazioni e pubblicazioni non raggiungerebbero
lintento cui mirano se non fossero fatte con unità di vedute;
Visto che attualmente a cura dei Ministeri della pubblica istruzione,
della marina, dei lavori pubblici e dellagricoltura, industria e
commercio si compiono osservazioni di meteorologia e didrologia;
Visto che, allo scopo di coordinare tutte le siffatte osservazioni e di
evitare dispersione di forze, fu delegato ad una commissione composta
dai rappresentanti dei suddetti Ministeri lincarico di formulare
un progetto inteso a provvedere a codesto bisogno; Veduto il progetto
formulato dalla commissione anzidetta, nelle sedute dei 6 ed 8 marzo scorso;
Sulla proposta dei nostri Ministri per listruzione pubblica, per
la marina, per i lavori pubblici e per lagricoltura, lindustria
e il commercio; Udito il consiglio dei ministri; Abbiam decretato e decretiamo:
Art. 1. : Per sovrintendere
alle osservazioni e pubblicazioni attinenti alla meteorologia sono istituiti
un consiglio direttivo ed un ufficio centrale di meteorologia.
Firmato: Majorana-Calatabiano,
G. Zanardelli, Coppino, B. Brin
Quanto precede è la prima parte
del Regio Decreto n. 3534, serie II^, del 26 novembre 1876, che istituiva
un Consiglio Direttivo e un Ufficio Centrale di Meteorologia. E
latto costitutivo del primo ente meteorologico governativo italiano.
Da esso trae origine, pur con tutti i cambiamenti di nome e di organizzazione
avvenuti in 120 anni di attività, lattuale Ufficio Centrale
di Ecologia Agraria del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali.
Fino ad allora le iniziative da parte dei
diversi Ministeri nel campo della meteorologia e della idrologia erano
state numerose, (come riportato da L. PALAZZO, 1911 - Cinquanta anni della
storia italiana - ed. Hoepli, lavoro al quale molte delle informazioni
riportate qui di seguito fanno riferimento), ma erano state senza un buon
coordinamento e i tentativi di centralizzare le attività esistenti,
cioè di mettere insieme gli studi e le osservazioni che si facevano
negli osservatori sparsi per lItalia già negli anni 1861
- 1870, avevano dato risultati scadenti o avevano dato origine a servizi
specializzati.
E il caso dellazione prevista con il Regio Decreto del 13
dicembre 1863 che istituiva una commissione costituita da rappresentanti
di tre Ministeri (Lavori Pubblici, Istruzione e Marina) con lincarico
di studiare e proporre listituzione di piccoli osservatori
meteorologici presso le principali stazioni telegrafiche del Regno, e
di stabilire il modo con cui le osservazioni fatte nelle medesime e negli
osservatori già esistenti, dovessero trasmettersi ad un centro
comune, affinché poi da questo centro venissero comunicati ai porti
principali, per norma dei naviganti, i presagi dedotti dalle osservazioni
stesse. Le determinazioni della commissione non ottennero leffetto
unificante desiderato e il progetto fu ripreso dal solo Ministero della
Marina presso il quale, a Firenze, venne istituito, con Regio Decreto
del 9 aprile 1865, un Ufficio Centrale di Meteorologia Marittima, per
lassistenza allattività mercantile mediante previsioni
del tempo, che cominciò a funzionare regolarmente dopo un anno
e rimase attivo fino al 1880 quando fu annesso allUfficio Centrale
di Meteorologia.
Il Ministero dellAgricoltura, Industria e Commercio aveva pure sviluppato
una propria attività avocando a sé la raccolta dei dati
per lo studio del clima, come settore della Statistica dello Stato. Con
circolare del 14 gennaio 1865 aveva infatti invitato tutti coloro che
in Italia si interessavano di meteorologia a trasmettere ogni 10 giorni,
alla Direzione della statistica, a Pavia, i dati raccolti dalle stazioni
alle ore 9, alle 15 e alle 21.
Infine anche il Ministero dei Lavori Pubblici aveva preso liniziativa,
nel 1867, di predisporre una rete di stazioni pluviometriche nelle valli
e nei bacini per poter valutare le piene dei fiumi.
Tutte queste iniziative, ed altre di organismi non governativi, anche
se si erano sviluppate senza un coordinamento centrale, avevano purtuttavia
creato i presupposti per la realizzazione di un servizio unico di meteorologia
in grado di operare sullintero territorio dello Stato. Fu in questo
contesto che il Re, seguendo anche le indicazioni di quanto già
attuato allestero, il 26 novembre 1876 decretò listituzione
del Consiglio Direttivo e dellUfficio Centrale di Meteorologia.
Il Decreto può essere realisticamente considerato il primo concreto
tentativo di realizzare un unico servizio meteorologico nazionale componendo
gli interessi diversi dei quattro Ministeri a quel tempo interessati alla
meteorologia: Istruzione Pubblica, Agricoltura, Industria e Commercio,
Lavori Pubblici e Marina. Assegnava al Consiglio il compito di organizzare
il servizio:
Art. 4. Il Consiglio direttivo:
Classifica i vari osservatorii esistenti, tenendo presenti le norme del
congresso di Vienna del 1873, e fa proposte e dà avvisi ai Ministeri
interessati in ordine allimpianto di nuovi osservatorii, alle modificazioni
e soppressioni di quelli esistenti;
Determina il numero e la qualità degli strumenti di cui debbono
essere fornite le varie classi degli osservatorii;
Fissa lorario delle osservazioni, il numero di esse e i metodi a
seguirsi, tenuto conto delle esigenze del servizio principale affidato
agli osservatorii;
Stabilisce il tempo e le norme per le ispezioni. Le quali benché
limitate alla parte che si riferisce al sevizio meteorologico, pure debbono
sempre eseguirsi previe le necessarie intelligenze coi ministeri da cui
dipendono i singoli uffici;
Stabilisce le norme generali per le pubblicazioni a farsi dallufficio
centrale;
Avvisa a tutti gli altri provvedimenti che possono interessare alla scienza
ed il buon andamento del servizio.
e allUfficio compiti
puramente esecutivi disponendo chiaramente che tutte le decisioni importanti
venissero prese dal Consiglio Direttivo:
Art. 6. L'ufficio centrale:
Cura l'esecuzione delle deliberazioni del consiglio direttivo e di quelle
che , sulla proposta del consiglio stesso, vengono emanate dai Ministeri
rispettivi;
Corrisponde coi vari Ministeri per tutto ciò che si attiene al
servizio meteorologico; Per i casi di urgenza è ammessa la corrispondenza
diretta con gli osservatorii;
Attende alla compilazione e alla pubblicazione secondo le norme date dal
consiglio direttivo delle osservazioni e delle memorie;
Fa le proposte per l'acquisto degli strumenti, ed avuta l'autorizzazione
per la spesa, provvede all'acquisto, alla verifica e alla spedizione;
Compila il bilancio;
Presenta al consiglio direttivo un'annua relazione sull'andamento del
servizio.
Il Consiglio Direttivo
era formato da un massimo di 8 esperti, uno o due per ogni ministero rappresentato.
Si riunì la prima volta nel marzo del 1877 ed elesse Presidente
il gesuita Padre Secchi (che purtroppo sarebbe morto dopo soli 11 mesi,
nel febbraio del 1878). Dell'Ufficio non si indicava la struttura. Il
modello organizzativo costituito dall'insieme del Consiglio Direttivo
e dell'Ufficio Centrale di Meteorologia appare alquanto sbilanciato a
favore del Consiglio le cui competenze tecnico-scientifiche e di indirizzo
sono infatti troppo ampie rispetto a quelle dell'Ufficio che è
l'organismo deputato a diventare la struttura permanente del futuro servizio.
Tale condizione determinerà, infatti, almeno nei primi anni, uno
sviluppo dell'Ufficio lento e disorganico che condizionerà per
molti anni lo sviluppo della meteorologia in Italia con conseguenze che
si risentono ancora oggi.
L'Ufficio dalla fondazione
fino ad oggi ha subito diversi cambiamenti normativi, che hanno comportato
anche cambiamenti nella denominazione, così come di seguito illustrato:
Ufficio Centrale di Meteorologia (1876 - 1887)
Ufficio Centrale di Meteorologia
e di Geodinamica (1887 - 1923)
Ufficio Centrale di Meteorologia
e di Geofisica (1923 - 1937)
Regio Ufficio Centrale di Meteorologia
e di Climatologia (1937 - 1941)
Regio Ufficio Centrale di Meteorologia
e di Ecologia Agraria (1941 -1957)
Ufficio Centrale di Ecologia Agraria
e Difesa delle Piante Coltivate dalle Avversità Meteoriche (1957
- 1999)
Ufficio Centrale di Ecologia Agraria
(1999 - Oggi)
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